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L'uvamaro

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La solfa è uguale, anno dopo anno. Non cambia perché la disciplina generale è immutata da anni. Però, quando il legislatore ci comunica che i trasferimenti dell’erario per l’anno in corso sono determinati in base alla Finanziaria 2007 (che rimanda alla Finanziaria 2006 che rimanda alla Finanziaria 2005, ecc., in un delirio di scatole cinesi) ne sappiamo esattamente quanto prima. Cioè non possiamo stimare con sufficiente e valida approssimazione l’importo da iscrivere a bilancio. Non possiamo semplicemente perché, insieme alle leggi di bilancio statale, ci sono innumerevoli altri interventi normativi che minano il valore già aleatorio dell’anno prima e lasciano senza bussola gli operatori. Non fosse bastata la vicenda dei tagli per l’extragettito ICI previsto dal D.L. 262/2006 (sui quali torniamo subito), ci ritroviamo anche quelli che derivano dalla mannaia sui costi della politica. Tra Comunità montane che spariscono (forse) e beni strumentali che vanno razionalizzati, si dovrebbero r...

L'abrogazione

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Era iniziato tutto con una norma del Collegato fiscale. A ottobre, il D.L. 159/2007 aveva proposto agli enti locali lo stanziamento di una somma (non molto cospicua, a dire la verità) da distribuire lungo il triennio 2007-2009 per alleviare dagli oneri spesso esosi richiesti dagli istituti di credito (e dalla Cassa DD.PP. Spa, in modo particolare) per estinguere mutui e prestiti. Novanta milioni di euro ancora inservibili, poiché il decreto ministeriale con il quale gli enti dovrebbero certificare i costi sostenuti per l'estinzione delle passività, previsto entro il 30 ottobre 2007, è rimasto nel cassetto del Viminale che ancora non sappiamo se rimarrà chiuso fino a primavera oppure no. Sto pensando maliziosamente anche ai futuri decreti ex Finanziaria 2008, in particolare a quello sulla detrazione statale ICI, e non provo belle sensazioni. In ogni caso, si tratta di un commendevole tentativo di spingere gli enti locali a liberarsi virtuosamente dei propri debiti pluriennali, poic...

La fossa del leone

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Esistono forme di pentitismo che nessuno penserebbe di associare alla delinquenza meglio organizzata. Sono quelle che non si manifestano esplicitamente, con la contrizione di parole riparatorie, ma attraverso comportamenti di segno opposto, con l’obiettivo di rimediare ai danni prima procurati. In questo modo, purtroppo, sfugge ai più l’errore originale e pare che il pentito sia sempre stato virtuoso. Ciò che si legge a proposito del Patto di stabilità 2008 rientra in questa categoria dello spirito e, per giudicarne serenamente gli esiti, andrebbe almeno collocato nella sua corretta dimensione temporale. Se, da quest’anno, gli enti soggetti al vincolo di Maastricht sono tenuti a fare i conti con la competenza mista (o ibrida secondo un’altra, non indispensabile versione) nel calcolo del saldo rilevante, devono ringraziare innanzitutto chi, con forza evidentemente convincente, per prima la propose come soluzione: l’ANCI. Nella Conferenza Stato-Città che diede il via libera all’ormai not...

Nata libera

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Gli spiriti animali potranno liberare tutta la loro intensità, d’ora in poi, anche nel settore della riscossione delle entrate degli enti locali. Riscritto dalla Finanziaria 2008 ( Art. 1, cc. 224-225 ), l’art. 52, D.Lgs. n. 446/1997, sembrerebbe bloccare qualsiasi affidamento in house providing delle attività di accertamento tributario ed extratributario, introducendo un ampio criterio di libera concorrenza tra i soggetti interessati. La norma utilizza una formulazione particolare, che è bene approfondire prima di fare scelte avventate. Dice, infatti, il nuovo testo dell’Art. 52, comma 5, lett. b), che le attività in questione sono affidate a una di quattro tipologie di operatori (vedremo tra poco quali), “ nel rispetto della normativa dell’Unione europea e delle procedure vigenti in materia di affidamento della gestione dei servizi pubblici locali ”, messi tutti sullo stesso piano, dunque. E poi elenca in successione i destinatari della disciplina. Innanzitutto, le società iscritte ...

Spazio 1999

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In previsione di un rapido scioglimento delle Camere, ancora non sappiamo quanti dei decreti ministeriali da emanare ex Finanziaria 2008 sono davvero a rischio di scomparire nell'oblio dei provvedimenti senza futuro. Ho la vaga impressione, però, che tra questi finiranno quelli richiesti dall' Art. 1, cc. 212-213 per mettere in cantiere una delle operazioni più ambiziose che si ricordino: la completa digitalizzazione dei rapporti di fatturazione verso la P.A. Possiamo per qualche riga far finta che non sia così, e che nessun intoppo bloccherà l'iniziativa. L'obiettivo, quindi, è decisamente alto: si prevede che, da un certo momento in poi (determinato, appunto, dal secondo dei decreti ora pendenti), " l’emissione, la trasmissione, la conservazione e l’archiviazione delle fatture emesse nei rapporti con le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, e con gli enti pubblici nazionali, anche sotto forma di nota, conto, parcella e simili, deve essere ...

Castello di carte

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Era davvero improbabile che le prime interpretazioni ufficiali dell’ Art. 3, c. 76, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Finanziaria 2008) potessero sovvertire il senso letterale di un testo stringato ma limpido. In quella norma si introduce una modifica salatissima all’ Art. 7, D.Lgs. n. 165/2001 , attribuendo agli enti la facoltà di avvalersi di prestazioni professionali di alta specializzazione solo quando il candidato è in possesso di una “ comprovata specializzazione universitaria ”. Si tratta, non c’è dubbio, di una delle novità più limitanti di una manovra che, sul personale, agli enti locali ha concesso quasi niente. La ratio della norma, la necessità di ricorrere a soggetti esterni per lo svolgimento di funzioni istituzionali solo quando sia strettamente necessario, ha un ovvio fondamento logico. Peraltro, più la leggiamo e più non comprendiamo la testardaggine di chi ha deciso di introdurla. Si tratta di un ritornello che, senza volerlo, fischiettiamo da settimane: il legislatore, ...

Fuori dal recinto

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A carte scoperte, non c'è più spazio per barare. E neppure per tappare falle improvvise nella sempre traballante macchina amministrativa. Dopo la completa riscrittura dell'Art. 36, D.Lgs. n. 165/2001 operata dalla Finanziaria 2008 , riesce difficile ipotizzare un tranquillo 2008 per gli enti di ogni dimensione. Le fondamenta del lavoro nella pubblica amministrazione, secondo la nuova e ben poco rivoluzionaria formulazione, sono i rapporti subordinati a tempo indeterminato. Grazie tante. Dopo anni di spinta al precariato in ogni suo possibile manifestarsi, questa semplice ma fino ad oggi scandalosa verità torna con prepotenza in prima fila, scalzando tutte le altre forme di accesso all'impiego dal podio più alto. C'è ben poco da ridere purtroppo, perché il fondamentale assunto non corrisponde in alcun modo a un allentamento dei vincoli capestro che hanno fino ad oggi impedito a quasi tutti gli enti di assumere (e poco male per quelli che hanno personale in grande esubero...