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Naturalmente, quindi

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Mettete attorno a un tavolo un pugno di magistrati della Corte dei conti , aggiungete alla torta la candelina del suo Presidente in carica e un membro della magistratura contabile europea. Fateli parlare per un'intera giornata, a tutto campo, di controlli sull’attività delle autonomie locali. Quale esito vi attendereste? Probabilmente una noiosa interminabile giornata, ricca di dissertazioni in legalese stretto e di sbadigli (in aula). Sbagliato . Non so se il merito principale va ascritto ai colori e profumi autunnali trentini oppure a quella fresca brezza che fin dal mattino ha costretto tutti ad armarsi di soprabito, fatto sta che le due sessioni di lavori del venerdì hanno regalato più di un brivido istituzionale ai partecipanti e la scoperta, nell’intervento di chiusura, di un insospettato talento attoriale. In ogni caso, poco fumo e un arrosto dal sapore deciso. Non foss’altro per la generosa attitudine di tutti i relatori (nessuno escluso) a mettersi per una volta dalla part...

Chimera

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Ci avviciniamo al decimo compleanno del Patto di stabilità interno e ancora nessuno gli sta organizzando la festa. A dire il vero, dopo quasi due lustri, ha subito tanti e tali aggiustamenti che la creatura del 1999 ha poche similitudini con quella del 2007. L’unica caratteristica che mette generalmente tutti d’accordo è la sua impopolarità. Inevitabile, data la natura punitiva del Patto. Checché se ne dica, infatti, i cordoni della borsa si sono progressivamente stretti, obbligando gli enti interessati a frequentare un corso accelerato di acrobazia contabile per giungere alla meta ancora tutti interi. C’è ovviamente, come in ogni buon testo teatrale, il lato comico-surreale, rappresentato in questo caso dalla scomparsa improvvisa delle sanzioni a carico degli inadempienti del Patto per il 2006, unico vero deterrente alla violazione delle norme. Ma, essendo tale eliminazione avvenuta ad esercizio praticamente terminato, a quell’ora i buoi erano già scappati e con essi la possibilità di...

I picconatori

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La stagione venatoria di ANCI (almeno della sezione lombarda) prosegue con la caccia a una nuova preda: il contributo a parziale ristoro dell’IVA sui servizi esternalizzati. Da quando è stato introdotto, con la Finanziaria per il 2000, il fondo alimentato dall’IVA incamerata dall’erario sui servizi non commerciali esternalizzati dagli enti locali ha rappresentato un corretto strumento di riequilibrio di una patente iniquità. Infatti, per i comuni, l’IVA esposta nelle fatture passive per le prestazioni dei servizi in questione rappresenta un costo vivo e l’unica possibilità concessa agli enti di recuperare il maggior onere è inevitabilmente rappresentata da un inasprimento delle tariffe dei servizi stessi. Come ricordato da ANCI, è lo stesso art. 6, c. 3, L. 488/1999 che assegna al fondo il compito di contenere le tariffe. Dal punto di vista strettamente operativo, per i comuni è sempre stato piuttosto semplice ottenere una fetta della torta, inviando una certificazione annuale riepil...

Tutto sotto controllo

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Non sempre è opportuno tornare sugli stessi argomenti. Ci sono però circostanze che rendono inevitabile ribattere su vecchi chiodi perché qualcuno, nottetempo, ha provato a estirparli. Sulla questione dei pagamenti oltre i (per ora) diecimila euro, il caos determinato dall'assenza del decreto ministeriale (unico strumento che porrebbe fine a un ridicolo balletto) è ormai tale che nessuno ha più intenzione, negli uffici ragioneria, di emettere mandati prima di avere un certo riscontro della solvibilità del creditore e, soprattutto, prima di capire che procedimento amministrativo ha in mente il legislatore, dopo aver diradato il fumo denso che, per ora, ristagna attorno alla norma. Come se non bastasse, la troppo lunga attesa è determinata, com'è noto, dalla sosta del decreto presso il Consiglio di Stato, causa delicate vicende di riservatezza dei dati. Quindi, il Ministero si è già ufficialmente pronunciato, mentre in attesa che tutto si sblocchi, ogni attore recita la sua parte...

L'amico del giaguaro

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Se non ti possono licenziare, dev’essere la Pubblica amministrazione. Il gelatinoso sillogismo, ormai troppo diffuso per risultare davvero scandaloso, è emerso nuovamente a seguito di una sentenza del tribunale di Napoli, riportata con salace commento dal Lenzuolo rosa di oggi. Nella sua disarmante semplicità, la vicenda assume il valore esemplare del paradigma. Ricapitoliamo rapidamente: un dipendente dell’Agenzia delle entrate si sente in grado (funzionalmente e giuridicamente) di effettuare una transazione con un contribuente in relazione all’attribuzione di una rendita. Poiché la conciliazione ha determinato un minor introito per l’Amministrazione finanziaria, è scattato immediatamente il procedimento disciplinare a carico del carneade che, di fronte allo sconcerto e alla furia del proprio dirigente, si è trovato con le armi spuntate e, in un primo tempo, licenziato in tronco. L’inevitabile ricorso del funzionario ha determinato prima il reintegro da parte del giudice del lavoro e,...

Pazienza proverbiale

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Ai segretari comunali, talvolta, giungono notizie di una acidità tale che mi chiedo quanto a lungo questa categoria possa continuare a svolgere il proprio ruolo con le modalità di oggi. Mi riferisco, stavolta, a una corposa decisione della Corte dei conti veneta in merito a una vicenda leggermente complicata di incarichi, denunce e dimissioni che possiamo riassumere in questo modo: un consigliere (presumo di minoranza) propone un esposto alla magistratura contabile per un debito fuori bilancio riconosciuto dall’Amministrazione. Quest’ultima, per ribattere colpo su colpo, incarica un giurista esterno alla dotazione organica con il compito di fornire adeguata consulenza. Ne sorge un giudizio amministrativo parallelo (di cui riferiamo dopo) che si chiude con la sconfitta del Sindaco e della maggioranza. Entra la Corte (dei conti) e rileva il danno erariale per le spese legali sostenute in merito a quest’ultima controversia. Ma soprattutto contesta all’amministrazione di aver voluto a tutt...

Zona retrocessione

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Il duro lavoro delle società di rating , questi fulminanti agenti del controspionaggio finanziario che decidono della qualità del debito di enti pubblici e privati per conto del sistema bancario internazionale, si fa ancora più arduo oggi, per colpa dell'ICI. Senza la minima preoccupazione che ciò possa rappresentare uno scherzo da Ognissanti con un mese abbondante di anticipo, le tre principali aziende del settore hanno fatto sapere che la valutazione dell'affidabilità degli enti locali sotto il profilo finanziario potrà subire più di uno scossone, quando il Governo avrà finalmente scelto che fare degli sgravi promessi da mesi e perennemente sospesi in un limbo fiscale senza redenzione. Le opzioni per la suddivisione della torta sono tuttora numerose: l’originaria proposta di sostituire con agile mano il minor gettito d’imposta con un maggior trasferimento di risorse erariali è stata affiancata nelle ultime settimane dalla iniziativa ANCI (ma ce n’eravamo fatti promotori prima...