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I paletti della luce

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Cos'è questa improvvisa (per carità, assolutamente benvenuta) voglia di comunicare che ha preso la congrega delle Agenzie? La Finanziaria 2007 sembra avere messo in moto un meccanismo di rapido passaggio da un'Amministrazione monolitica, impenetrabile, votata a un silenzio quasi monastico sui dati anagrafici e finanziari a sua disposizione, a un'altra completamente aperta, intenzionata a vuotare il sacco una volta per tutte. Non rimpiangiamo certo i tempi andati, dove per ottenere una qualsiasi lista di contribuenti (possibilmente in qualche formato non proprietario e dunque leggibile) bisognava piangere in cinese e, comunque, non si aveva certezza del tempo che sarebbe stato necessario per ottenere quei dati. Ma certamente vedere questa ansia di trasferire nomi, indirizzi e imponibili suona come un tardivo mea culpa dopo anni di contagocce. In ogni caso, converrà goderci questi momenti di travolgente generosità, perché i dati in questione non sono di poco conto. E chissà ...

La rabbia verde

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Conoscete la storia dell'amministratore arrabbiato a causa del comma 718? Probabilmente no. D'accordo, vi faccio un veloce ragguaglio. Dunque, fino a un paio d'anni fa nel consiglio di amministrazione di una società a maggioranza di capitale pubblico sedeva il rappresentante comunale di una giunta ormai decaduta. Aveva accettato quell'incarico, lui impegnato già su molti fronti, dalla professione (responsabile della contabilità di un'impresa nel settore tessile) alla passione (uomo jolly , dunque indispensabile, di una società di calcio in C2) con il suo noto spirito collaborativo, che significava pomeriggi o sabati mattina dedicati alla società, indifferente alla mole di lavoro da svolgere. Anzi, siccome il gettone per il presidente del CdA era uguale a quello dei consiglieri, era riuscito a convogliare parte del budget destinato a pagare questi compensi, convincendo gli altri consiglieri a ridurre il gettone di tutto il CdA pur di innalzare quello del Presidente,...

Fumo negli occhi

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La dirigente fumava ostinatamente la sua sigaretta. Sotto il cartello di divieto, le spire di fumo si avvolgevano spudoratamente, la minaccia delle sanzioni stavolta davvero inutile. Mi guardava con aria vagamente supponente, di certo a farmi capire che il bastone del comando era saldamente in mano sua. In quell'esatto momento, percepii l'ostilità di chi si sente superiore e non intende proprio nasconderlo. Avevo scelto di allontanarmi dalla mia città per provare un'esperienza di lavoro in un ambiente nuovo, più grande, più stimolante. Così almeno lo avevo immaginato io. Sono così rare oggi le procedure di mobilità esterna che, quando avevo posato gli occhi su quella Gazzetta dei concorsi, a fine novembre, dovetti rileggere un paio di volte la descrizione del profilo richiesto. Un'amministrazione provinciale, una città splendida (la migliore per qualità della vita, secondo una recente indagine del Sole), il posto (anzi, tre) messo a concorso proprio quello che mi rigua...

Equilibrismi

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Le boccate d'ossigeno, in materia di personale, non sono mai sufficienti. Così, la regolarizzazione dei cosiddetti precari prevista dalla Finanziaria 2007 si rivela come un'occasione da non perdere per superare le forzose limitazioni di questi anni. E di questi vincoli sanno qualcosa soprattutto gli enti piccoli o medio-piccoli che, lo ricordiamo, sulla base del D.P.C.M. ancora vigente, dopo la prima sostituzione di personale cessato (quindi dimesso o in quiescenza), devono attendere che altri cinque dipendenti decidano di cambiare aria o andare in pensione. In realtà, in tutta evidenza, si tratta del blocco definitivo delle assunzioni con l'ulteriore aggravante che, nonostante la cessazione di più di un'unità, l'ente dovrà fare le nozze con i fichi secchi, per parecchio tempo. Il testo del comma 558 è d'altro canto piuttosto esplicito, va riconosciuto. Lo riportiamo per non perdere il filo del discorso: " A decorrere dalla data di entrata in vigore della p...

Legati al territorio

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Smentiti, dunque, sulla sorte del catasto. E ne siamo contenti. Rispetto allo scetticismo che avevamo manifestato sabato scorso, infatti, giunge il testo del D.P.C.M. che sarà presto approvato per regolare, da qui a novembre, il passaggio di funzioni ai comuni. E oltre alle questioni di carattere organizzativo, l'aspetto più immanente (quello delle risorse finanziarie) è finalmente affrontato. Con le spalle coperte dai 45 milioni di euro destinati all'ambizioso progetto, anche gli enti possono cominciare a ragionare sulla capacità di fornire standard qualitativi adeguati. Mancano, è vero, nel decreto le modalità con le quali il finanziamento sarà assegnato e infine erogato. Ma la copertura finanziaria tranquillizza anche i più diffidenti. Piuttosto, sul versante delle convenzioni che possono essere stipulate con l'Agenzia del territorio, si apre un fronte nuovo di confronto e analisi, anche per gli eventuali accordi che le amministrazioni più piccole si risolveranno a sott...

Home sweet home

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La favola del federalismo fiscale finalmente realizzato continua a esserci raccontata prima di andare a dormire, ogni sera. Non parliamo, ovviamente, di quello in salsa verde, che confonde il federalismo con il secessionismo e predica senza pudore la conservazione dei tributi incassati sul territorio (e chi non ne raccoglie a sufficienza, peggio per lui), producendo uno straniante effetto tipo 'socialismo in un solo paese', per chi ha ancora qualche ricordo di economia politica. Ci riferiamo invece alla versione riformista del federalismo fiscale. Quella che consegna alle autonomie locali le chiavi per gestire in modo indipendente dal centro la politica fiscale, all'interno di poche leggi-quadro che regolino i principi, lasciando agli enti la competenza di applicarli in concreto. Purtroppo, invece che agli happy ending alla Andersen, ci tocca assistere ad orrori come neppure i migliori Grimm avrebbero descritto meglio. Appare oggi su Repubblica il periodico, demagogico ann...

La pizza nel cassonetto

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La lettura del veloce libro di Luigi Furini ("Volevo solo vendere la pizza", date un'occhiata alle Buone letture, nella colonna di sinistra) è, per molti versi, educativa. La lotta impari tra un neo-imprenditore del commercio e la burocrazia ricorda precedenti di alta letteratura come Don Chisciotte alle prese con i mulini a vento. A parte un intermezzo sul versante privato che coinvolge il giornalista e, soprattutto, l'inquilino (sedicente dentista) di un appartamento da lui posseduto in una brutta storia di spaccio e degrado, al centro del racconto c'è un anno (o quasi) di soldi spesi per controlli, corsi, multe, ricorsi e chi più ne ha, più ne metta. La sensazione è indubbiamente quella di essere nel paese più kafkiano che esista. Facciamo due piccoli appunti all'intera vicenda. Il primo è inutilmente benaugurante. Di tutti gli uffici pubblici che il nostro si trova a frequentare per ottenere permessi e autorizzazioni varie, l'unico che (a parte le imma...